giovedì 21 giugno 2012

Entr'acte Intermediale 8° puntata


Domenica 1 luglio andrà in onda alle 23:15 su TeleAmbiente (canale 78), l’ottava puntata di Entr'Acte Intermediale - la prima rubrica, nella televisione italiana, dedicata alle ultime tendenze della videoarte e del cinema sperimentale; a cura di Valentino Catricalà e Lino Strangis.

> dopo l’ultima puntata dedicata all’opera della videoartista Adriana Amodei, Entr’acte Intermediale propone Segantiniana.  All’incrocio tra documentario d’arte, videoinstallazione e performance musicale, il video da me realizzato nel 2009 in collaborazione con alcuni studenti del CISA - Conservatorio Internazionale di Scienze Audiovisive - Lugano, si propone come un viaggio nel cuore dell’enigma di uno dei grandi capolavori della pittura simbolista; il Ciclo del Nirvana che il pittore Giovanni Segantini (Arco 1858 – Pontresina 1899) ha dedicato al tema del “Castigo delle Lussuriose” e delle “Cattive Madri”.


Musica: Luigi Quadranti
Testo: Gilberto Isella
Soprano: Laura Catrani
Contralto: Carmen Fabbiano
Ensemble Nuovo Contrappunto
Direttore: Mario Ancillotti



sabato 3 settembre 2011

Viaggio in Sicilia_6


 Bagheria - Villa Palagonia . Soffitto




"Specchiati in quei cristalli,
e nell'istessa magnificenza singolar,
contempla di fralezza l'imago espressa"


giovedì 2 settembre 2010

Segantiniana: proiezione in anteprima

Castel San Pietro - 17 settembre ore 20.30













Schema per l'installazione della proiezione dentro la Chiesa Rossa di Castel San Pietro: gli affreschi protoromanici della chiesa faranno da cornicie tridimensionale alla proiezione del videogramma musicale. Il sacro e il profano si contaminano: forse anche in virtù di quel sottile ed enigmatico legame iconografico, già sottolineato da Annie-Paule Quinsac, che intercorre tra la Madonna zum Dürren Baum di Petrus Christus e Le cattive madri di Segantini.



Petrus Christus, Madonna zum Dürren Baum, Collezione Thyssen-Bornemisza, Madrid

venerdì 18 dicembre 2009

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Luigi Rossi (1853 -1923)















Atlante a cura di Matteo Bianchi
con testi di Ottavio Besomi, Giovanna Ginex, Carolina Leite, Paola Pallottino, Cristina Palma, Edy Quaglia, Monica Vinardi e del curatore.

domenica 6 dicembre 2009


Toteninsel net

> interessante sito interamente dedicato all' Isola dei Morti di Arnold Böcklin e alle sue repliche - nella pittura, nella letteratura, nella musica, nel cinema, nei fumetti e nelle arti in genererale. Il sito è curato dall'artista francese Pascal Lecocq che da oltre trent’anni si interessa al mondo subacqueo.

sabato 5 dicembre 2009

venerdì 4 dicembre 2009

Souvenirs d'artista


esposizione collettiva con la partecipazione di franz roth - giovanna salvioni - stefano spinelli - simonetta martini - stefano donati - giosanna crivelli - giorgio carmine - michele lorenzelli - giulia fonti - luca gansser - sambo gansser - lorenzo cambin - fosco valentini - mariarosa mutti - andrea salati - hanny burgin - al fadhil - celso grandi - antonio lüond - fiorenza casanova - gerardo di fabrizio - alessia bervini - lara pantalissi - carolina nazar



Buffet Stazione FFS di Lugano – 5 dicembre 2009 / 5 marzo 2010

giovedì 3 dicembre 2009

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Lo schermo e la città

un articolo di Annamaria Monteverdi sul lavoro di Marianne Weems, regista teatrale fondatrice della compagnia multidisciplinare The Builders Association. Dal testo riporto questa citazione di Simone Orcagni : “Media, urbanistica, performance concorrono a realizzare una nuova esperienza spettatoriale, in parte anche cinematografica”.

mercoledì 2 dicembre 2009

Segantiniana: il ciclo del nirvana




attualmente in postproduzione

una rivisitazione videografica del famoso ciclo pittorico che Giovanni Segantini ha dedicato al tema del Castigo delle Lussuriose e delle Cattive Madri, condotta sul filo di un’interpretazione musicale - per soprano, contralto e otto strumenti - realizzata ad hoc dal compositore ticinese Luigi Quadranti.

Le quattro opere che costituiscono il Ciclo del Nirvana, dipinte da Segantini tra il 1894 e il 1896, sono messe in scena attraverso un’opzione registica di tipo installativo che si avvale del potenziale espressivo e interpretativo fornito dalla combinazione e dall’incrocio di diversi media nonché dalla loro facoltà di convergere nella videografia digitale intesa come metamedia.

I corpi femminili delle protagoniste, in questo lavoro videografico, diventano voci e si trasformano in canto. La pittura si fa musica, materia sonora incarnata in un dispositivo scenico che combina insieme installazione video, performance musicale e tecno-teatro. Un universo audio-visivo composto di riflessi, di repliche, di simulacri, di rimandi che amplificano in modo combinatorio e ricorsivo l’apparato iconografico, le valenze semantiche e i riferimenti simbolici dei dipinti di Segantini. I corpi sospesi nel vuoto delle protagoniste - votati a un eterno «nirvana di nevi e ghiacci » (Segantini) -, gli alberi secchi, le distese di neve, il cromatismo dei dipinti vengono riconsegnati allo spettatore attraverso una “dimensione narrativa” che procede su molteplici livelli nella quale l’atmosfera irreale, l’assenza di gravità e la sospensione del tempo, caratteristiche delle opere di Segantini, si espandono nello spazio fisico tridimensionale.

Un video musicale, dunque, per rendere manifesta e in un certo senso per “risvegliare” l’originaria potenza enigmatica della pittura di Segantini, vale a dire il suo intrinseco potere replicante (1).

Un essai di interpretazione audio-visiva, inteso come macchina delle emozioni, come macchina sinestetica, che procede programmaticamente lungo la via dell’ibridazione mediale già aperta da due miei precedenti lavori: L’isola dei morti (1996), sull’omonimo dipinto di Arnold Böcklin, e Mosaici di Piazza Armerina (2005), sull’omonimo ciclo musivo siciliano.
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1) Non a caso il Ciclo del Nirvana è stato all’origine di molti saggi e molti testi critici. Su di esso si sono cimentati storici dell’arte, filosofi, psicanalisti, studiosi di semiotica e poeti. Come tutti i grandi capolavori, questo ciclo pittorico è produttore di un’infinità di letture possibili e permane loro malgrado tuttora assolutamente enigmatico. Si potrebbe allora dire che questa interpretazione videografica e musicale, in quanto forma non discorsiva di interpretazione dell’opera, inizia là dove terminano quelle letterarie. Pertanto essa s’innesta sia nella tradizione del cosiddetto puro visibilismo, secondo la quale l’attività artistica è il miglior mezzo per “spiegare” un’opera d’arte, sia nella tradizione eisensteiniana del montaggio delle attrazioni, secondo la quale l’emozione è suscettibile di produrre effetti di conoscenza.